Il contratto per le imprese: lavoro, tasse, innovazione e infrastrutture




08.06.2018    0 commenti

 

Anche quest’anno l’assemblea generale di Confcommercio ha rappresentato il momento più importante per la nostra Confederazione e, senza paura di essere smentito, direi anche per l’intero Paese.

All’indomani dell’appuntamento dell’Auditorium della Conciliazione è ancora viva l’emozione di vedere dal palco una platea così numerosa che anche stavolta ha dimostrato la sua maturità e la sua importanza nel panorama economico italiano.

I numerosi ospiti, dal Presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati ai ministri Luigi Di Maio e Matteo Salvini passando per tutti gli altri rappresentanti politici e sindacali, sono la dimostrazione dell’interlocuzione seria e credibile che Confcommercio ha rafforzato in questi anni.

Le nostre imprese, i nostri associati sono la parte attiva dell’economia italiana, sono coloro che più di tutti contribuiscono al Paese e soprattutto dalla politica si aspettano delle risposte, bene ha fatto il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio a sottolineare che oggi “le imprese vanno avanti nonostante la politica”.

Le nostre proposte, anche ieri, sono state chiare e come ha detto il presidente Sangalli “in un tempo di contratti noi mettiamo in campo il contratto per le imprese” che contiene quattro clausole fondamentali dalle quali non possiamo prescindere e che insieme ai rappresentanti istituzionali vogliamo contribuire a realizzarle.

La prima clausola è quella del lavoro che è la principale emergenza del Paese. Non può più essere sottovalutata e secondo noi non può essere affrontata con l’introduzione di un salario minimo: “riconosciamo l’utilità degli strumenti che mitigano la povertà assoluta, ma la via maestra resta il reddito che viene dal lavoro”.

Non si può rinunciare alla storia della contrattazione collettiva che è l’unica in grado di valorizzare il lavoro ed è l’unica ad offrire percorsi di welfare in grado di razionalizzare la spesa sanitaria e previdenziale.

“Recupero dell’evasione e dell’elusione, una coraggiosa spending review sono le condizioni per la semplificazione e la riduzione della tassazione”: la seconda clausola è la riforma del sistema fiscale sul quale sarà indispensabile intervenire perché non può più portare via alle imprese il 62% delle entrate.

Infine sul potenziamento delle infrastrutture, sull’accelerazione dei processi d’innovazione si gioca il futuro del nostro Paese, delle nostre città da nord a sud, dell’offerta turistica, della logistica, dei trasporti e del mondo dei servizi.

Per tenere fede a questo contratto, come ha anche sottolineato il presidente Sangalli nelle sue conclusioni, ci sarà bisogno dell’impegno di tutti i firmatari che rappresentano quella parte di Italia responsabile che guarda al futuro del nostro Paese.

Un caro saluto,

Francesco Rivolta

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